Flaco Biondini utilizza Diesis Audio

Juan Carlos “Flaco” Biondini chitarrista argentino originario di Juna­n (Buenos Aires), dove inizia i propri studi musicali con i maestri Osvaldo Moris e Antonio Durán. Dopo aver lavorato professionalmente per diversi anni nel proprio Paese, Flaco Biondini si trasferisce in Italia, dove risiede dal 1974. Da quell’anno studia e si perfeziona a Parma presso l’INSJ (Istituto Nazionale di Studi sul Jazz) con il maestro Filippo Daccò. Nel 1976 Flaco conosce Francesco Guccini, del quale diviene chitarrista, collaborando ininterrotamente con lui in esecuzioni dal vivo e incisioni discografiche fin d’allora.

Sono infatti molteplici gli albumnei quali Flaco è presente come chitarrista solista: “Amerigo” (1976), “Album Concerto” (con i Nomadi), “Metropolis” (1981), “Guccini” (1983), “Tra la Via Emilia e il West” (1985), “Signora Bovary” (1987), “Quasi come Dumas” (1989), “Quello che non” (1991), “Parnassius Guccinii” (1993), “D’amore, di morte e di altre sciochezze” (1996). Diverse sono anche le composizioni realizzate insieme a Francesco: “Cencio”, “Le ragazze della notte”, “Luna fortuna”, “Il caduto” e “Scirocco” che, su arie di milonga argentina, fu votata dalla critica specializzata come migliore canzone italiana del 1987, ottendo così il Premio Tenco di quell’anno.

Sempre insieme a Guccini ha inoltre composto ed eseguito come chitarra solista la colonna sonora del film “Nenè” (1977) di Salvatore Samperi. Flaco Biondini ha collaborato anche con altri cantautori italiani, quali Paolo Conte (“Un gelato al limon”), Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi (“Inventario latino”), Vinicio Capossela (“Modì”), Sergio Endrigo, Claudio Lolli. Nel 1981 ha inciso per la Fonit Cetra l’LP “Marginaltangos”, una raccolta di composizioni proprie e di altri autori argentini che è stata ristampata di recente su Cd. Nel 1982 ha partecipato al festival di Viña del Mar (Cile) come accompagnatore del cantante Franco Simone, con il quale prosegue il tour in Uruguay e Argentina. In seguito ha collaborato discograficamente e dal vivo con il cantautore spagnolo Manolo Galván e con José Angel Trelles, già vocalista di Astor Piazzolla. Nell’estate del ’91 ha effettuato una serie di concerti con il bandoneonista Carlos Buono, uno dei più interessanti esecutori di tango moderno. Nel 1992 ha curato gli arrangiamenti dell’abum “Il volo di Volodja”, una raccolta di canzoni del cantautore russo Vladimir Vissotskj, prodotta dal Club Tenco per la Polygram Italia, con l’intervento di Roberto Vecchioni, Ligabue, Eugenio Finardi ed altri. In questo disco Flaco si presenta come solista interpretando il brano “Humo” (Fumo), di cui ha tradotto anche il testo in lingua spagnola. Nel 1994 viene nominato membro onorario della “Accademia del Tango e del Bolero” diretta dalla scrittrice ed etno-musicologa Meri Lao. Nell’aprile 1995 incide un disco “live” a “Spazio Musica” di Pavia, con il proprio quartetto che comprende, oltre alla chitarra, una base ritmica composta da basso, piano e batteria.

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